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Se esiste un perdono - romanzo di Fabiano Massimi

Ho letto questo romanzo in preparazione e durante il mio primo viaggio a Praga. Un racconto di finzione sullo sfondo storico della Praga a cavallo tra il '38 e il '39. Con questo libro ho scoperto la storia vera di questo gruppo di uomini e donne, britannici e cecoslovacchi, impegnati a salvare i bambini di famiglie perlopiù ebree, prima dell'imminente invasione nazista, col loro trasferimento nel Regno Unito a bordo di treni. Una storia avvincente ad ogni capitolo, inaspettata nella figura della voce narrante e commovente nel suo finale. Una bella storia che non si dimentica, come la città di Praga.

I racconti di Mala Strana - Jan Neruda

Mala Strana è il cosiddetto Piccolo Quartiere che sorge alle pendici dell'imponente Castello di Praga. Ed è il quartiere dove Jan Neruda è nato ed ha trascorso buona parte della sua vita in pieno Ottocento. A questi luoghi fu profondamente legato tutta la sua esistenza. In questi racconti, scritti in età matura, tratteggia la storia di alcune figure pittoresche del suo quartiere d'infanzia. La scrittura è ricca di descrizioni e ha un che di "infantile" (da qui capisco la sua inclinazione ad un'altra forma espressiva, la poesia). Sono simpatiche le allusioni della voce narrante che si rivolge al lettore cercandone la complicità.
In realtà mi sono avvicinata a quest'opera in vista di un'imminente prima visita a Praga (tanto per entrare nell'atmosfera giusta ;-) ) e, in secondo luogo, incuriosita dal fatto che il cognome di questo scrittore ceco è stato mutuato dal noto poeta cileno.

Scontenti - Marcello Veneziani

Ho trovato questo saggio pieno di spunti di riflessione. Il libro è ricco di citazioni di autori e filosofi che, nel passato e oggi, si sono confrontati col tema dell'infelicità. Ma ho trovato particolarmente acuta la parte dell'analisi del mondo contemporaneo. Veneziani, che ha una formazione giovanile di destra, lega l'origine della scontentezza epocale che stiamo vivendo non solo a ragioni individuali/esistenziali (presenti da quando esiste il genere umano), ma soprattutto ad un luogo (l'Occidente che sta implodendo da un punto di vista culturale/ideologico) e ad un tempo (oggi), in cui i poteri forti - economici, politici, sociali - sembrano comunque aver sottoscritto una forma di patto tacito, in cui creare un'umanità sempre insoddisfatta, incapace di canalizzare questo scontento in una dimensione collettiva. Un'analisi inclemente, esposta con una notevole ricchezza lessicale, che lascia comunque spazio ad una speranza: lo scontento è una stagione transitoria (se lo vogliamo). E' sufficiente recuperare il senso del limite e ridare impulso alle nostre facoltà intellettuali e spirituali, anestetizzate nella società tecno-nichilista in cui viviamo. Riporto qui alcune delle frasi che mi trovano perfettamente concorde: "Si muore non per un incidente, un sopruso o un'inefficienza del sistema, ma perché siamo mortali, era previsto in partenza" (pag. 159), "La via spirituale ci libera dallo scontento, tramite il passaggio di piano, l'apertura d'orizzonte, il rito e la catarsi. Ma soprattutto è capacità di distaccarsi: guardarsi dall'esterno, vedere lo scontento da fuori e dall'alto, da vicino e da lontano" (pag. 169). Un libro che fa riflettere e ... riflettere fa bene

La misura del tempo - Gianrico Carofiglio

Un legal thriller tutto italiano, finalista al Premio Strega 2020, che scorre piacevolmente fino all'ultima pagina. La mia impressione però è che la vicenda giudiziaria sia quasi un pretesto per l'autore per riflettere sul tempo, sul suo trascorrere, sui suoi effetti. Cito il brano che mi ha colpito maggiormente di questo libro: "A pensarci bene, i cambiamenti si producono solo nei momenti in cui incontri davvero un'altra persona (...). Pensiamo che sia il tempo, lentamente e ostinatamente, a cambiarci. Invece il tempo in sè non cambia nulla, al massimo invecchia. Le persone incapaci di incontrare davvero gli altri, come Lorenza, non cambiano" (pag. 132).

Age pride - Lidia Ravera

L'autrice, in questo volumetto, si rivolge alle donne e agli uomini della sua generazione, i baby boomer, ossia quelli nati tra il 1946 e il 1964. Nota che la loro longevità non ha precedenti nella storia umana. Tuttavia, questo "dono" è spesso vissuto con vergogna, quasi con fastidio dalla maggior parte delle persone che invecchiano (soprattutto dalle donne). L'età del vigore e della fertilità sono un mero ricordo e sembra che gli anni che rimangono davanti non abbiano più nulla da offrire. Ecco, in un monologo in cui emergono racconti di vita personale e famigliare, Lidia Ravera intende demolire questo stigma culturale, invitando questa generazione ad accogliere il "terzo tempo" come una nuova sfida, a liberarsi dagli stereotipi della vita precedente, e ad aprirsi alle nuove generazioni in un dialogo che porterà ad un sicuro arricchimento reciproco.

P.S. anche se sono più giovane di un baby boomer, meglio iniziare da giovani a costruirsi una vecchiaia con la giusta prospettiva!

Atlante di un uomo irrequieto - Christoph Ransmayr

Mia prima lettura di questo autore. Di questa scrittura ho apprezzato la capacità descrittiva davvero straordinaria dell'autore: partendo da una piccola scena (a volte priva di qualsiasi movimento) con persone o animali, riesce a tratteggiare un quadro d'insieme, a narrare la storia di un luogo, di una persona sconosciuta o di un popolo. Dimenticatevi i luoghi (sovra)affollati della vecchia Europa e dell'Occidente. In questo viaggio lungo 70 racconti, sarete trasportati in luoghi remoti degli altri continenti, perlopiù immersi nella natura e lontani dai circuiti turistici classici. Quelli che mi hanno colpito di più sono state le storie legate a Rapa Nui e all'isola degli ammutinati del Bounty. Un libro tuttavia che ho impiegato parecchio tempo a leggere, forse appunto per la struttura stessa del libro: non c'è infatti nessun legame tra i racconti, sono "quadretti" singoli di questo instancabile viaggiatore che parla di sé soltanto in pochissimi passaggi. Questa lettura, dopotutto, è un invito a mettersi in viaggio e a scoprire la bellezza della vita e del mondo che ci circonda.

La Russia di Putin - Mara Morini

Incuriosita da una recente intervista all'autrice di questo libro in una puntata di 'Quante Storie' (programma di Rai3), ho intrapreso la lettura di questo saggio edito nel 2020, quindi prima dell'invasione russa in Ucraina. Si tratta di un'analisi precisa, dettagliata e ben documentata della storia della Russia (anzi Federazione Russa) negli ultimi 30 anni sotto diverse angolazioni: istituzioni, elezioni e partiti, economia e società, politica internazionale. Il punto di vista dell'autrice è lucido e obiettivo. Parla molto poco del Putin uomo; il focus dell'autrice è sul sistema da lui creato, il cosiddetto Putinismo, sotto cui la FR si è plasmata in questi ultimi decenni. Ecco, alla fine di questo libro l'impressione è che l'Occidente - fin nella sua narrazione di vincitore della guerra fredda - abbia perso un'occasione preziosa per fare della FR un partner con cui costruire un nuovo assetto mondiale. Ed, oggi, con l'invasione russa in Ucraina, non possiamo più ignorare la "questione russa".

L'architettrice - Melania G. Mazzucco

"Le cose che non conosciamo, esistono da qualche parte. E noi dobbiamo cercarle, o crearle". Questa è la frase pronunciata da Giovanni Briccio alla figlia, ancora bambina, Plautilla Briccia e che sarà per lei fonte di ispirazione, una promessa che l'accompagnerà per tutta la vita, dalla sua formazione come pittrice fino all'avventura della progettazione architettonica in età matura. Nobile è il tentativo dell'autrice Mazzucco di strappare dall'anonimato la storia di questa donna, che ha vissuto una vita anomala (non si sposò mai) come artista in un secolo - il Seicento - in cui non esisteva ancora il diritto d'autore e in una città - Roma - che è all'epoca un pullulare di artisti, architetti, artigiani tutti presi dalle committenze e in concorrenza tra loro per creare le bellezze della Città Eterna che noi oggi possiamo ammirare, almeno in parte.
In parte perché l'unica opera progettata da Plautilla, la cosiddetta Villa Benedetta, non è arrivata fino a noi ma fu distrutta durante l'assalto dei francesi nel 1849.

R: M - Antonio Scurati

A fronte della mia scarsa conoscenza della storia contemporanea italiana e in vista delle prossime elezioni, ho lasciato da parte le solite letture più leggere e ho dedicato le mie vacanze ferragostane 2022 alla lettura di questo unico libro (visto il tomo che è) per conoscere meglio le origini del fascismo in Italia anche se non sapevo bene cosa aspettarmi....

Alla fine posso dire che ci ho trovato più Storia che Romanzo. La mia impressione è che la finzione narrativa sia un artificio adottato per rendere più leggibili le pagine di Storia qui contenute. Il libro è una ricostruzione puntuale degli avvenimenti occorsi tra il 1919-1924 nei luoghi in cui il fascismo è nato e si è sviluppato (la Pianura Padana, Fiume, Bologna, Milano, Firenze, e poi Roma), in un caleidoscopio di personaggi (collaboratori, avversari politici, amici e amanti del Duce), un libro nel quale i capitoli sono inframmezzati da testi estratti di giornali, telegrammi, discorsi parlamentari, circolari ministeriali e via dicendo.

Questa lettura mi ha fatto capire meglio quanto accaduto in Italia 1 secolo fa. La nascita del fascismo è stata possibile certo per un insieme di fattori. Non si spiega soltanto con l'uso della forza e delle violenze squadriste, con l'abilità politica (quello che Scurati chiama il "bipensiero") e il carisma del suo leader. La giovane democrazia italiana (appena sessant'enne allora) era già un'istituzione fragile - allora come oggi - che la classe dirigente, presa da interessi di parte e da pusillanimità, non ha saputo difendere. Una voce solitaria come quella di Matteotti è stata ben presto silenziata. Nessun altro singolo o gruppo - a quanto pare - ha fronteggiato così apertamente gli abusi di potere e di violenza del fascismo al suo nascere.

Il mio auspicio quindi, per queste ma anche per tutte le elezioni italiane, è quello di trovare sempre nelle liste, candidati che amino in primis le nostre istituzioni democratiche e che le possano salvaguardare aldilà della proprio poltrona. Una classe politica di questo tipo nel nostro Paese sarà un antidoto sufficiente ad ogni rigurgito di fascismo.

La città di vapore - Carlos Ruiz Zafón

Questa è la prima opera che leggo di Zafòn. E' stato un assaggio interessante della sua bibliografia. In ogni racconto mi sono sentita portare in una Barcellona immersa in queste atmosfere di vapore e nebbia, seppure in momenti storici differenti. Il mondo creato da Zafòn attinge dalla storia (alcuni personaggi sono i celeberrimi Gaudì e Cervantes) ma è a cavallo tra favola e realtà, affascina e talvolta inquieta. Una gradevole lettura estiva, in attesa di visitare - prima o poi - la città che negli scritti di Zafòn è avvolta sempre nella "bruma"...

Il club delle lettrici - Renate Dorrestein

Una storia del tutto inverosimile, a tratti esilarante, ma con diverse chiavi di lettura malgrado la brevità. Da un lato c'è il quadro tutto ironico e divertentissimo sugli acciacchi e le fisime delle donne di mezza età. Dall'altro, a mio avviso, c'è la volontà per l'autrice di meditare sulle dinamiche prevalenti nel mondo dell'editoria di oggi, sul trattamento riservato agli scrittori indipendenti in generale e, infine, sul legame che lega i lettori agli scrittori, trasformati in veri e propri "idoli di penna". Un legame di grande ammirazione e compenetrazione di idee e sentimenti, ma che però non riesce a "salvare" lo scrittore protagonista dalle sue entusiaste lettrici, improvvide compagne di viaggio. Forse un modo per l'autrice di salvarsi da lettori assillanti e voraci? Chissà... Le 30 pagine finali offrono infine un compendio di note sulla storia, la geografia e le tradizioni della Scozia che ne fanno una miniguida turistica per chiunque volesse visitare questa terra.

L'ultima ricamatrice - Elena Pigozzi

La storia di quattro generazioni di donne raccontata nell'intimità di una stanza da ricamo. Una storia tutta al femminile, in cui la Grande Storia non lascia tracce. Consiglio questo libro a chi ama le prose poetiche e delicate.

Il pane perduto - Edith Bruck

Grazie Edith per aver scritto la tua storia. Quanta sofferenza gratuita hai vissuto sulla tua pelle, quanto dolore, quante vicissitudini nella tua esistenza. Ma grazie perchè l'odio, un sentimento umano che avrebbe colto chiunque al tuo posto, non ti ha sopraffatto. Anzi, ha prevalso il desiderio di raccontare la tua vita, ciò che - a mio avviso - ti rende un esempio di libertà per tutti noi, giovani e adulti del 3° millennio che certe brutture le abbiamo solo studiate sui libri o viste su uno schermo.

Marie e Bronia - Natacha Henry

Il libro è uno scorcio romanzato della famiglia Sklodowski a Varsavia, in Polonia, dove sono nate 2 donne tenaci e determinate, innamorate rispettivamente della fisica e della medicina, e con il vivo desiderio di cambiare in meglio il mondo. 2 sorelle che hanno sofferto privazioni e la perdita in gioventù della madre e di una sorella. Nondimeno non si sono date per vinte e si sono aiutate a realizzare il sogno di studiare in un Paese straniero (la Francia), perché nel proprio alla fine dell'Ottocento l'occupante russo vietava l'ingresso delle donne agli studi universitari. Sono state comunque 2 giovani normali con delle esperienze amorose negative, che però non le hanno distolte dal diventare Bronisława Dłuska, una delle prime ginecologhe al mondo, e Maria, ma certamente più nota come Marie Curie, 2 volte premio Nobel agli inizi del Novecento.
Un libro che mi è piaciuto molto e che consiglio a tutti, non solo ai giovani a cui la collana è dedicata. Abbiamo bisogno - oggi più che mai - di storie di sacrificio e dedizione di persone reali protese verso un ideale altruistico al di sopra e aldilà delle singole esistenze!

Quel che affidiamo al vento - Laura Imai Messina

Con questo libro ho scoperto l'esistenza del Telefono del Vento nel giardino di Bell Gardia in Giappone, un luogo in cui anche i giapponesi - notoriamente restii a parlare della sfera più intima dei propri sentimenti - riescono ad aprirsi e a parlare con chi non c'è più. Un modo per elaborare il proprio lutto.
Questa storia è un invito alla riscoperta della vita e dell'amore anche dopo la tragedia.

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