Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

L'ultimo baluardo - romanzo di Bernard Cornwell

Bernard Cornwell ha una produzione vastissima di romanzi storici e di avventura, per lo più suddivisi in serie (Il romanzo di Excalibur, Alla ricerca del Santo Graal, Le storie dei re sassoni), ma quella che gli ha dato più lustro, ed è anche la più copiosa, è Le avventure di Richard Sharpe, composta da 26 libri, non tutti giunti in Italia. Ho letto quelli tradotti e non sono pochi, tutti comunque interessanti e che narrano le vicende di questo militare dall’India al Portogallo, dal Belgio alla Francia. Richard Sharpe è indubbiamente un personaggio indovinato: figlio di una prostituta, arruolatosi per non finire in galera, è una perfetta macchina da guerra, l’uomo capace di risolvere le situazioni più difficili, notevolmente coraggioso, ma anche dotato di un invidiabile senso tattico, è il militare su cui può contare, quando necessario, il generale Arthur Wellesley, il futuro duca di Wellington, che peraltro gli deve la vita. Con L’ultimo baluardo si narra della campagna anglo portoghese contro i francesi del Maresciallo Massena, che fu costretto a ritornare in Spagna dopo una serie di sconfitte e affamato, perché gli avversari avevano fatto terra bruciata per poi ritirarsi dietro le imponenti fortificazioni di Torres Vedras, erette grazie all’oro che in un precedente episodio Sharpe aveva assicurato a Wellesley.
E la figura del capitano Sharpe, arrivato a questo grado da soldato semplice per i suoi indubbi meriti, rifulge anche in questo volume, fitto di eventi, teso come una corda di violino, con una descrizione stupenda della battaglia di Bucaco, descrizione in cui Cornwell si è superato.
Non c’è un momento di stasi, è una lotta continua di Sharpe contro le truppe napoleoniche, ma anche con nemici interni, e sembra quasi un caso una piccola vicenda d’amore con un istitutrice inglese. Si arriva ala fine delle 441 pagine esausti, tanto più che l’ultimo centinaio sono caratterizzate da un’accelerazione continua del ritmo, tanto che, tutto considerato, credo di poter dire che L’ultimo baluardo sia il migliore di quelli che fino a ora ho letto della serie.
Se si vuole trascorrere un po’ di tempo con piacevolezza e con la possibilità di fantasticare credo che L’ultimo baluardo sia quello che proprio occorre.

Pompei - Maja Lundgren

Ogni tanto, fra i non pochi libri che leggo, me ne capita uno ben inferiore alle attese, ma brutto come questo non mi era mai successo.

Quel signore così per bene, ovvero Tanto rumore per nulla - Renzo Bistolfi

Benché l’ambiente dei suoi romanzi sia sempre lo stesso (Sestri Ponente) e
sebbene il periodo storico resti invariato (anni ‘50 e ‘60) Renzo Bistolfi riesce a creare delle trame che non sono ripetitive. E’ così a maggior ragione in Quel signore così per bene in cui è impossibile non notare l’assenza di tre personaggi assai riusciti, e mi riferisco alle sorelle zitelle Devoto, protagoniste la cui indovinata caratterizzazione contribuisce non poco al favore incontrato nei lettori, per non parlare della presenza di un nuovo investigatore, il commissario di polizia Carlo Maffei in luogo del maresciallo Primo Galanti.
Ricorrere a nuovi protagonisti indubbiamente costituisce un azzardo, soprattutto quando quelli vecchi e consueti hanno ormai diversi estimatori, ma Renzo Bistolfi ha preferito osare e forse ne è uscito il suo romanzo migliore, tutto imperniato sul personaggio principale, il bancario in pensione Tarcisio Marcenaro, un uomo del tutto prevedibile che a detta di chi lo conosce, sia pure superficialmente, è un signore veramente per bene, serio, preciso, corretto, tutto dedito all’assistenza della moglie relegata su una sedia a rotelle.
Quest’uomo, mite e metodico, ha la disavventura di assistere a un delitto e ora teme, quale testimone, che l’assassino lo sopprima. Nasce così un giallo la cui trama è una serie di perfetti incastri, con una soluzione che arriva non del tutto imprevista e perfettamente logica. Le paure di quest’uomo, ma anche la sua doppia personalità, sono descritte in modo perfetto dall’autore, capace di scavare nella psiche, rivoltandola come un calzino e portando alla luce verità nascoste in un romanzo che per certi aspetti e per il suo indubbio valore può essere paragonato ai migliori noir di Simenon, primo fra tutti I fantasmi del cappellaio.
Non so se Bistolfi fosse consapevole di realizzare un’opera di elevato pregio o fosse il fine del suo lavoro, ma quel che è certo è che se tutti gli altri suoi romanzi sono di buona qualità e di gradevole lettura, questo va ben oltre, grazie all’intensità dello scritto, alla profondità che impone riflessioni sia sul rapporto fra il bene e il male, sia sull’apparenza che prevale sulla realtà.
Tarcisio Marcenaro non è uno dei tanti personaggi letterari, è un personaggio che si stacca dagli altri, senza però essere impossibile, perché se a tratti può apparire come la caricatura di un bancario, più spesso si finisce con il vederlo come un individuo complesso, le cui caratteristiche sono frutto di un attento studio letterario.
E’ indubbio che il libro è ampiamente meritevole di lettura.

I guerrieri d'inverno - Olivier Norek

I protagonisti sono realmente esistiti, così come le vicende narrate, quindi ci troviamo di fronte a uno scritto che è intessuto di vera storia, sebbene molto romanzata. I guerrieri d’inverno, con l’eroica resistenza finlandese all’aggressore sovietico nel periodo che va dal 30 novembre 1939 al 13 marzo 1940, è un’opera sicuramente interessante e in un certo senso di attualità, alla luce dell’attuale conflitto fra la Russia e la ben più piccola Ucraina.
Scritto con uno stile sobrio, senza tanti fronzoli, quasi giornalistico è un lavoro che si lascia leggere con un certo piacere, pur senza giungere a livelli di eccellenza. Capisco l’intenzione dell’autore di non cadere in una facile retorica, ma un po’ più di animo nel raccontare non sarebbe di certo guastato.
Il protagonista principale è il giovane Simo Hayha, un cecchino dalla mira infallibile chiamato La morte bianca, che da solo ha eliminato centinaia di soldati sovietici; c’è poi un contorno di amici di gioventù e di comandanti abbastanza ben delineati e che rappresentano la cornice ideale per inquadrare la vicenda. Non manca anche la voce del nemico, che ripresenta errori tradizionali negli eserciti russi e che giustificano le rilevanti perdite già nel corso della Grande Guerra e nel secondo conflitto mondiale.
Accanto alla disumanità della guerra è ben presente l’angoscia di chi combatte, le sue paure, le sue esili speranze e questo offre uno squarcio di verità su un esercito che combatte per sopravvivere, benché nettamente inferiore, un aspetto che ritroviamo anche nell’attuale “Operazione speciale” russo – ucraina.
Non ci fanno una bella figura i francesi e gli inglesi, che del resto già con il patto di Monaco avevano perso la faccia. Dall’altra parte è sempre presente l’ombra soffocante di Stalin, un velo sinistro che non ha rispetto né per i nemici né per i suoi soldati.
Non ha di certo la forza dirompente di Niente di nuovo sul fronte occidentale, però si lascia leggere con un certo interesse e quindi mi sento di consigliarlo.

Superman & Bugs Bunny. «Ehm...Che succede, super-amico?» - Evanier, Staton

I Looney Tunes e gli eroi DC si intrecceranno in un'unica grande storia per sconfiggere Dodo e Mr. Mxyzptlk (che si pronuncia "Mixiespetilik").
Taddeo prenderà il posto di superman e Duffy quello del Cavaliere oscuro...
Bugs Bunny sgranocchierà la famosa carota mentre Superman resterà momentaneamente senza poteri!
Una storia comica e avvincente allo stesso tempo!

Harley Quinn - Amanda Conner ... [et al.]

Da (più di) 30 anni Harley Quinn infesta i nostri a colpi di martellate!
Non possiamo a fare altro che ospitarla con questo libro a fumetti che ne festeggia le origini!
Un vero e proprio capolavoro che ci farà apprezzare ancora di più un'antagonista come Harley Quinn!

Le ragioni dell'ombra - Paolo Lanzotti

In una Venezia in gran spolvero per la festa della Sensa - ma già nella fase di una decadenza irreversibile - avvengono misteriosi delitti che hanno come vittime esponenti della nobiltà. Biagio Donà, nuovo inquisitore di Stato succeduto ad Alvise Benedetto Geminiani, per mera fortuna non è stato ucciso da una fucilata che ha invece spacciato un gondoliere, ed è convinto che sia in atto un complotto ai danni della repubblica, tanto che suo malgrado chiede in soccorso gli Angeli neri, che pure aveva voluto allontanare nel momento in cui era subentrato nella nuova carica. Angeli Neri vuol dire anche Marco Leon, il loro capo, che inizia subito a indagare non seguendo una precisa pista, ma escludendo a priori che sia in atto una sorta di colpo di stato.
In questo romanzo storico giallo i morti ammazzati non si contano, perché non sono pochi, anzi forse sono troppi.
Il romanzo, come al solito, è avvincente e tiene incollato alle pagine il lettore, desideroso più che mai di arrivare alla soluzione del caso.
Come nel primo episodio (I guardiani della laguna) fra i personaggi è presente anche la giovane nobildonna inglese Marion Bentham Bell, protagonista di un amore contrastato con Marco Leon, una nota di tenore diverso che alleggerisce una trama altrimenti esclusivamente gialla.
Non vado oltre, perché non intendo fornire ulteriori dritte per pervenire alla soluzione, a cui sono arrivato un po’ prima della fine. Sebbene logica, il fatto che si basi quasi esclusivamente su indizi, la fa apparire un po’ debole, ma ove si considerino le posizioni degli altri sospettati emerge un quadro che la rende abbastanza plausibile.
Per il resto il ritmo sostenuto della trama, le caratterizzazioni dei personaggi, l’atmosfera ricreata abilmente sono tutte caratteristiche positive dell’autore già riscontrare nel precedente I guardiani della laguna.
Tuttavia mi è sembrato che questo secondo romanzo sia inferiore al primo, di cui certamente si erano apprezzate le novità che essendo ora conosciute non costituiscono più motivo di particolare interesse; è un po’ la caratteristica delle serie che a lungo andare finiscono con presentare una ripetitività che solo gli autori più smaliziati e più capaci riescono a evitare.
Da leggere, quindi.

La tana del lupo - Felix Bohr

La Wolfsschanze, la Tana del Lupo, ubicata all’interno delle foreste della Prussia Orientale non fu per Adolf Hitler solo il posto di comando da cui dirigere l’Operazione Barbarossa, cioè l’invasione dell’Unione Sovietica, ma fu un vero e proprio rifugio in cui isolarsi, circondato da uomini fidati e ossequiosi, per creare e auto alimentare una realtà a proprio uso e consumo, lontana dal mondo esterno e dalle sue effettive vicende.
Lì, in un groviglio di bunker, di trincee, di campi minati il mondo reale dovette apparirgli talmente lontano da non considerarlo; lì tutto procedette nell’illusione di poter decidere le sorti del mondo, senza esservi presente, anzi mantenendosi a distanza.
In questa fortezza – prigione si pianificò non solo la campagna militare a oriente, ma vennero prese e delineate operazioni quali la soluzione finale, frutti per lo più di vaneggiamenti che però incisero drammaticamente l’umanità.
Felix Bohr, storico tedesco, ha inteso parlare con questo libro di un luogo che più che leggendario potrebbe ricordare il castello del conte Dracula, ricorrendo a numerosi documenti e intervistando persone che lì vi operarono, a diversi livelli, anche i più umili.
Di particolare rilievo è come è stato strutturato, perché all’autore senz’altro premeva la chiarezza, e così ha suddiviso la sua opera in otto capitoli in ordine cronologico, suddivisi a loro volta secondo un criterio a volte temporale, a volte tematico.
Il primo di questi capitoli è dedicato alla topografia del luogo, il secondo si occupa di ciò che faceva Hitler durante il primo inverno, nel terzo si parla di alcuni elementi di rilievo del suo seguito, nel quarto c’è la descrizione di una giornata tipo, nel quinto si tratta delle decisioni che portarono all’Olocausto, nel VI è presente il famoso attentato di Von Stauffenberg. Il VII è relativo al periodo immediatamente successivo all’attentato con la gestione controproducente della guerra e del governo da parte di Adolf Hitler e per finire l’ottavo notizia dei mesi che precedettero la frettolosa partenza con rientro definitivo a Berlino.
La Tana del Lupo è un lavoro molto interessante e di indubbia utilità, a patto che le notizie riportate non vengano considerate delle curiosità, perché nelle pagine di Bohr è possibile comprendere tante cose, soprattutto come un modesto caporale della Grande Guerra non solo sia potuto diventare il capo di un grande Stato, ma come anche i suoi sudditi gli abbiano continuamente tributato fiducia nonostante il tragico andazzo di una guerra con milioni di morti e le città tedesche distrutte dai bombardamenti.
Di conseguenza secondo il mio giudizio questo libro è fondamentale per chi desidera conoscere le dinamiche psicologiche su cui si basava il folle potere nazista.

L'oro di Sharpe - romanzo di Bernard Cornwell

La serie con protagonista Richard Sharpe è particolarmente lunga e mette alla frusta la creatività di Bernard Cornwell, che comincia ad avere qualche difficoltà a ideare nuove trame. Tuttavia occorre riconoscere al narratore inglese una particolare capacità nel non ripetersi, presupposto indispensabile affinché la fidelizzazione dei lettori possa proseguire. In questo episodio il duca di Wellington è in una posizione che sembra senza speranza dietro le linee di Torres Vedras. Tuttavia, si sta apprestando una poderosa cintura difensiva al cui completamento mancano i denari per pagare chi esegue i lavori. Se si trovano i finanziamenti l’esercito di Napoleone può essere fermato, mentre nel caso contrario gli inglesi sono costretti a fuggire via mare. I denari ci sarebbero anche tanti, monete d’oro spagnole nascoste dietro le linee da qualche parte, protette dai feroci guerriglieri locali che non hanno nessuna intenzione di cederle agli inglesi. Mettere le mani su questo tesoro e portarlo al duca di Wellington sembrerebbe una missione impossibile, ma dove gli altri fallirebbero c’è invece chi riesce nell’intento, e cioè il capitano Sharpe e i suoi fucilieri.
Non intendo andare oltre, perché la vicenda, per quanto intricata, è di quelle che avvincono dalla prima all’ultima pagina, con un Sharpe che questa volta, oltre a essere il Rambo del XIX secolo, dimostrerà un pragmatismo incredibile, disposto a tutto pur di far suo l’obiettivo, sempre con un grande ascendente sui suoi uomini.
Di particolare rilievo in questo episodio è la guerriglia praticata dai contadini spagnoli, feroce, senza limiti, con uomini crudeli che possono assomigliare ai banditi e che in alcuni casi lo sono. Sharpe è da questi che dovrà guardarsi, più che dai francesi, ma il suo coraggio, il suo intuito e la sua abilità, messi a tutta prova, finiranno con il trionfare.
Per il resto si continuano ad apprezzare il ritmo sostenuto della narrazione, la descrizione delle scene di battaglia e la capacità di Sharpe di relazionare con i suoi uomini, soprattutto con il gigantesco sergente Harper, sua fida ombra.
Da leggere.

Volo 714

Super Tintin!
Je adore Tintin.

Traduzione: Grande Tintin! Io adoro Tintin.

Vedi tutti

Ultimi post inseriti nel Forum

Dvd

Perché ci sono in elenco dei dvd di film recenti non prenotabili oppure prenotabili da fine 2016 o dal 2017addirittura.....mi sembra assurdo oltre al fatto che non ci trovo il senso. GRAZIE Anna Maria Medole

bello il sito

Bello questo sito... un po fastidioso durante la prenotazione di libri o dvd .... Comunque bello ☺☺

bello il sito

Bello questo sito... un po fastidioso durante la prenotazione di libri o dvd .... Comunque bello ☺☺

bello il sito

Bello questo sito... un po fastidioso durante la prenotazione di libri o dvd .... Comunque bello ☺☺

bello il sito

Bello questo sito... un po fastidioso durante la prenotazione di libri o dvd .... Comunque bello ☺☺

bello il sito

Bello questo sito... un po fastidioso durante la prenotazione di libri o dvd .... Comunque bello ☺☺

I miei scaffali

Le mie ricerche salvate