Il giorno della civetta
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Materiale linguistico moderno

Sciascia, Leonardo <1921-1989>

Il giorno della civetta

Abstract: Di questo romanzo breve sulla mafia, apparso per la prima volta nel 1961, ha scritto Leonardo Sciascia: ... ho impiegato addirittura un anno, da un'estate all'altra, per far più corto questo racconto. Ma il risultato cui questo mio lavoro di 'cavare' voleva giungere era rivolto più che a dare misura, essenzialità e ritmo, al racconto, a parare le eventuali e possibili intolleranze di coloro che dalla mia rappresentazione potessero ritenersi, più o meno direttamente, colpiti. Perché in Italia, si sa, non si può scherzare né coi santi né coi fanti: e figuriamoci se, invece che scherzare, si vuole fare sul serio.


Titolo e contributi: Il giorno della civetta / Leonardo Sciascia

Pubblicazione: Milano : Adelphi, 2002

Descrizione fisica: 137 p. ; 20 cm.

ISBN: 978-88-459-1675-5

Data:2002

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Gli Adelphi ; 203

Nomi: (Editore) (Autore)

Soggetti:

Classi: 853.914 Narrativa italiana. 1945-1999 [22] Giallo <genere fiction> Nuovi classici <genere fiction>

Luoghi: Milano

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2002

Sono presenti 32 copie, di cui 5 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Asola XX 853.914 SCILEO AS-14419 In prestito 13/05/2026
Castelbelforte AN ITA SCI LEO CB-6732 Su scaffale Prestabile
Castel Goffredo XX 853.9 SCI LEO CG-46429 Su scaffale Prestabile
Castiglione delle Stiviere - Arturo Sigurtà XX CLASSICI SCI GIO CS-9080556 Su scaffale Prestabile
Gonzaga L NARRATIVA ITALIANA SCI LEO GZ-41805 In prestito 13/05/2026
Curtatone XX 853.914 SCI LEO CU-15867 Su scaffale Prestabile
Felonica XX 853 SCI FE-29916 Su scaffale Prestabile
Gazzuolo N A -2000 Giallo SCI GIO GL-11986 Su scaffale Prestabile
Gazzuolo N A -2000 Giallo SCI GIO GL-8215 In prestito 01/04/2026
Marcaria L I SCI Gio MA-6571 Su scaffale Prestabile
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Medole XX 853.914 SCI GIO ME-16344 Su scaffale Prestabile
Mariana Mantovana N ITA SCI GIO MM-642 Su scaffale Prestabile
Marmirolo XX 853.914 SCI MR-13804 Su scaffale Prestabile
Monzambano XX 853.914 SCI MZ-14139 Su scaffale Prestabile
Piubega XX N 853.914 SCI GIO PB-3189 Su scaffale Prestabile
Pieve di Coriano XX 853.914 SCI GIO PC-3098 Su scaffale Prestabile
Ponti Sul Mincio XX 853.914 SCI Leo PM-15559 Su scaffale Prestabile
Roverbella XX 853 SCI LEO RB-4394 In prestito 07/04/2026
Rodigo XX 853.914 SCILEO RD-9968 Su scaffale Prestabile
Roncoferraro XX L ITA SCI LEO RF-13891 Su scaffale Prestabile
Rivarolo Mantovano XX 853.914 SCI RM-24732 Su scaffale Prestabile
Rivarolo Mantovano XX 853.914 SCI RM-38109 Su scaffale Prestabile
San Giacomo delle Segnate XX 853.914 SCI GIO SD-11133 Su scaffale Prestabile
San Giorgio Bigarello - Sede Centro Culturale A N ITA SCI GIO SG-18417 Su scaffale Prestabile
Sabbioneta XX 853.914 SCI SN-13074 Su scaffale Prestabile
Suzzara Piazzalunga XX N SCIA GIO SZ-65859 In prestito 28/06/2025
Viadana - Biblioteca Comunale "Luigi Parazzi" A N RI SCI GIO VD-101354 Su scaffale Prestabile
Borgo Virgilio - sede di Virgilio XX 853.914 SCI GIO VG-33406 Su scaffale Prestabile
Volta Mantovana XXN LI SCI Leo VM-17297 Su scaffale Prestabile
Villa Poma XX 853 SCI GIO VP-6916 Su scaffale Prestabile
Villimpenta XX 853.914 SCI LEO VL-9172 Su scaffale Prestabile
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Ultime recensioni inserite

Basterebbe già lo sfolgorante incipit con quella corriera che sta per partire nella piazza di un paese siciliano, che anzi si avvia fra sussulti vari e poi si ferma perché il bigliettaio si accorge che un ritardatario richiama l'attenzione correndo; ecco, si apre la porta del mezzo, l'uomo vestito di scuro si appresta a salire, ma due colpi squarciati lo fermano un istante a mezz'aria e infine lentamente, quasi al rallentatore, il corpo finisce per afflosciarsi.
Dico basterebbe, perché la scena è talmente viva che sembra di essere presenti, lì in un'alba livida con le sfilacce di nebbia, e questo non è che l'inizio di un romanzo che avvince, costringe il lettore a convivere con i personaggi, a respirare l'aria di paura, ad annusare il pericolo a ogni svolta, immerso nell'atmosfera quasi rarefatta della realtà di un'isola soffocata e dominata dalla mafia.
La scrittura di Sciascia volutamente tralascia il superfluo, è essenziale, precisa, ritaglia i  protagonisti con la precisione di un bisturi nelle mani di un chirurgo estetico. Nulla è lasciato al caso e tanto meno al compiacimento, affinché l'atmosfera sia resa nel modo più esatto possibile.
Le pagine scorrono, le dita le girano impazienti e anche intimidite; il viaggio all'interno di un inferno di apparente normalità è quanto di più grande al riguardo sia mai stato scritto.
Fantasia, invenzione? Certamente, ma è un castello costruito su elementi oggettivi, su situazioni presenti, dove cambiano solo i nomi, magari anche gli eventi, ma la sostanza resta e con essa quel patema d'animo che prende chi si appresta a diventare vittima, chi riesce a mettere le mani sui colpevoli, con la certezza che, nonostante le prove, questi non espieranno mai le proprie colpe.
Tutto questo in un mondo che pare in preda al torpore, dove un capo mafioso si ritiene membro di un ordine cavalleresco, quasi un paladino al punto di tributare al suo avversario investigatore l'onore delle armi, considerandolo degno di essere chiamato uomo per la sua onestà, la sua correttezza, per essere in pratica un nemico che sta vincendo una battaglia, pur consapevole di perdere tutta una guerra.
Ci sono i legami con la politica, per non definirli addirittura, più che convivenze, identificazioni, c'è tanta amarezza nelle figure di chi è chiamato al dovere di servitore dello stato e che lo pratica fino in fondo, fra mille difficoltà, continui ostacoli da parte di esponenti di quello stesso stato per il quale lui si sacrifica.
Il romanzo di per sé  è un capolavoro, ma ha anche un pregio di carattere storico, perché è uscito in un'epoca in cui il governo negava esplicitamente che esistesse la mafia, definiva certi omicidi come frutto sì della malavita, ma non di una struttura sorta come un'istituzione dentro allo stato e in antitesi allo stesso, e ciò nonostante l'evidenza dei fatti, a chiara dimostrazione che la cupola dell'organizzazione non stava a Palermo, ma a Roma.
Dal 1960, quando fu scritto questo romanzo, sono passati quasi dieci lustri, ma purtroppo è rimasto di drammatica attualità.
Da leggere, perché è stupendo e perché si sappia veramente che cos'è la mafia.
 

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