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Trovati 86 documenti.

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Una mamma lo sa
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Materiale linguistico moderno

Santarelli, Elena <1981->

Una mamma lo sa / Elena Santarelli

Milano : Piemme, 2019

Abstract: La lotta contro il cancro di Giacomo, dalla diagnosi alla remissione. Il coraggio e la dignità di una donna. La forza immensa dell'amore materno. Questa è la storia di una ragazza che nella vita aveva tutto ciò che si può desiderare: la favola e l'amore di suo marito, due figli meravigliosi, la popolarità, un lavoro gratificante nato per caso. Ma nella vita, un po' come a scuola, a volte arriva "l'interrogazione a sorpresa". E arriva proprio quando meno te l'aspetti. Il colpo che affonda il cuore e l'anima di questa mamma è una diagnosi terribile che riguarda il suo bambino di otto anni. All'improvviso, Elena Santarelli si trasforma semplicemente in "Mamma Elena". E deve imparare un nuovo modo per affacciarsi alla vita. Deve inventarsi come insegnare a Giacomo il significato di parole che nessun bambino dovrebbe ascoltare: "tumore" e "chemioterapia". Deve raccogliere i suoi capelli dal cuscino perché al mattino non li ritrovi, e trattenere fiumi di lacrime. Deve accompagnarlo in un inferno nel quale, però, si possono incontrare medici vestiti da orsacchiotti, piccole principesse bionde e magiche dottoresse dai capelli blu. Ma anche nelle difficoltà più impreviste e dolorose una mamma lo sa, come prendersi cura di suo figlio. Questa è una storia di dolore, di fatica, di rabbia, ma anche di amicizia, di coraggio e solidarietà. Elena Santarelli ha deciso di raccontarla perché il tumore (che fa paura, scoraggia, alimenta false illusioni) conosce anche la sconfitta. Il tumore può perdere. Il tumore se ne può andare. E attraverso i suoi pensieri, svela come una situazione inizialmente devastante può essere affrontata con determinazione e gentilezza. Si può vincere!

Dizionario intimo per parole e immagini
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Materiale linguistico moderno

Fellini, Federico <1920-1993>

Dizionario intimo per parole e immagini / Federico Fellini ; a cura di Daniela Barbiani con la collaborazione di Stefano Godano ; testi di Milan Kundera e Pietro Citati

Piemme, 2019

Abstract: Si è sempre parlato dell'arte di Fellini cineasta e disegnatore, della sua immaginazione onirica, di saper vedere il mondo e di presentarlo sullo schermo attraverso la macchina da presa; ma c'è un'arte più nascosta, più silenziosa e nello stesso tempo forte e dirompente che va fatta emergere, ed è quella della parola, del suo modo di esprimersi e di raccontare di sé e del mondo con uno stile elegante, profondo, leggero, sempre pieno di poesia e di emozione. In questo dizionario "intimo" dell'universo felliniano, curato dalla nipote, Daniela Barbiani, sono raccolte fedelmente le parole, le espressioni, gli amori, i ricordi, gli appunti visivi del grande regista. Uno dopo l'altro, i pensieri sul cinema e sull'arte, i sogni, le persone e gli incontri ci restituiscono, sotto i riflettori, l'immagine sfrontata, parlante e viva del grande regista.

La bambina d'argento
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Materiale linguistico moderno

Izagirre, Ander <1976->

La bambina d'argento / Ander Izagirre ; traduzione di Sara Puggioni

Milano : Piemme, 2019

Abstract: Storia vera di Alicia che ogni notte scende in miniera. Verso le sei di sera, come ogni giorno, la montagna inizia a sputare uomini azzurri. Escono a migliaia dalle miniere del Cerro Rico, la montagna che domina la città di Potosí, in Bolivia. È conosciuta per le sue miniere di argento, le più ricche del mondo, ma i minatori la chiamano «la montagna che mangia gli uomini». Alla stessa ora, come ogni sera, Alicia si prepara a scendere nelle viscere della Terra. Ha quattordici anni e lo fa da quando ne aveva dodici. È una degli oltre tredicimila minori che lavorano in miniera, e che ufficialmente non esistono. Per una notte a spingere carrelli da centinaia di chili su per binari pericolosi e respirare polveri tossiche, che hanno già ucciso suo padre, e con il rischio di essere violentata, Alicia viene pagata venti pesos, due dollari, quattro volte in meno della paga di un adulto per lo stesso lavoro. Ma per la sua famiglia fanno la differenza tra sopravvivere e morire di fame. Alicia, i suoi coetanei, e le migliaia di uomini che notte e giorno sventrano la montagna, trasformandola in un guscio sempre più vuoto e fragile, vivono in condizioni disumane: la polvere d'argento penetra nel sangue e nei polmoni, l'aspettativa di vita è brevissima. Alcolismo e violenza sulle donne, malattie dovute alla malnutrizione e alla scarsa igiene sono a livelli altissimi. Gli incidenti sul lavoro sono molto frequenti, e le morti non fanno quasi più notizia. Ad avvantaggiarsi di quella ricchezza sono le multinazionali straniere, spesso con l'appoggio dei governi, in qualche caso conniventi nel soffocare - anche nel sangue - il dissenso dei lavoratori. Sospesa tra memoir e reportage, una storia che ci invita a considerare le conseguenze e il prezzo delle nostre scelte e del nostro stile di vita.

Mi chiamo Mouhamed Ali
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Materiale linguistico moderno

Coruzzi, Rita <1986-> - Ndiaye, Mouhamed Ali <1979->

Mi chiamo Mouhamed Ali / Rita Coruzzi, Mouhamed Ali Ndiaye

Milano : Piemme, 2019

Abstract: All'inizio è solo un bambino come tanti, nato in Senegal da un padre pugile che vive nel mito di Muhammad Ali e che sogna per il figlio un futuro importante. Poi quel bambino, il nome dato in onore del campione che per ben due volte riesce a incontrare, un pugile lo diventa davvero, costretto dal padre a durissimi allenamenti a ogni ora del giorno e della notte, chiuso in una palestra, piegato dai colpi quando tutti i suoi amici sono per strada a giocare. Ma come Ali comprende ben presto la via che gli ha aperto il padre è l'unica alternativa possibile a una vita segnata dalla criminalità e dalla droga. In breve tempo il ragazzo, ormai campione del Senegal, vede crescere in sé il desiderio di superare i confini di un Paese sempre sull'orlo del baratro. Da qui il viaggio verso la salvezza, la terra promessa. Dopo qualche mese in Francia, il visto che sta per scadere, Ali decide di andare in Italia e di provare a cercare lì la realizzazione di quel sogno che insegue da sempre. Non è facile, in un Paese di cui non conosce la lingua, senza il permesso di soggiorno, né una casa in cui stare, guadagnando qualche spicciolo per sopravvivere facendo l'ambulante sulle spiagge. Ma la sua tenacia e il desiderio inarrestabile di tornare sul ring lo guidano attraverso un percorso di crescita e lo portano dove voleva. Grazie all'incontro con Federica, una donna italiana conosciuta in treno e divenuta poi sua moglie, e agli amici di Pontedera, la piccola città che lo ha accolto, Ali potrà ricominciare a combattere e a vincere, e si troverà esattamente dove suo padre lo immaginava fin da bambino: sul tetto del mondo

La ragazza dei lupi
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Materiale linguistico moderno

Canestrini, Mia <1982->

La ragazza dei lupi : la mia vita selvaggia tra i lupi italiani / Mia Canestrini

Milano : Piemme, 2019

Abstract: «Il mio lupo mi ha tagliato la strada un pomeriggio d'estate a pochi chilometri da casa. È balzato nella provinciale all'improvviso, ma calmo, e l'ha attraversata con un passo lento e sicuro, quasi a non sfiorare l'asfalto. Si è voltato a guardarmi, ci siamo fissati un istante, il tempo di lasciarmi un messaggio, e come un angelo è sparito, infilandosi nella vegetazione fitta oltre la cunetta. Mentre tutto sembrava insuperabile, il lavoro finire, il fallimento chiudere il cuore in una morsa, le amicizie allontanarsi, mentre la vita sembrava collassare su se stessa, un lupo è apparso come un lampo di luce alle porte del mio inferno personale. La sua apparizione senza senso, in un luogo strano, a un orario altrettanto strano, mi ha donato una grande fiducia nel futuro, nonostante nulla in quel momento sembrasse avere soluzione. Ma io gli ho creduto, ho stretto i denti. A volte gli angeli custodi assumono strane sembianze». Si è messa sulle tracce dei lupi da studentessa di Scienze naturali, quando come tesi doveva cercare segni di presenza del lupo per studiarne la genetica. Non li ha più lasciati. Oggi Mia è una "lupologa", ed è una delle più preparate. Tra le sue attività, è impegnata anche a insegnare alle persone a convivere con l'animale di cui gli uomini hanno una paura ancestrale e un'attrazione infinita. L'esperienza personale di Mia si intreccia con la storia più grande del lupo in Italia, ed è il racconto di un amore sconfinato, di cuccioli salvati e rimasti nel cuore, come Achille, e di altri perduti, un amore a volte corrisposto, a volte no. Ed è anche la storia di come i lupi le hanno insegnato a seguire la strada della libertà.

Il bambino sulla spiaggia
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Materiale linguistico moderno

Kurdi, Tima <1970->

Il bambino sulla spiaggia / Tima Kurdi ; traduzione di Annalisa Carena

Milano : Piemme, 2019

Piemme voci

Abstract: Quel 2 settembre 2015 la realtà della crisi umanitaria siriana si è imposta come una deflagrazione, dopo anni di quasi totale indifferenza. Aveva solo tre anni, Alan, e insieme alla famiglia cercava rifugio da una lunga e insensata guerra. Indossava la maglietta rossa che le mamme mettono ai loro bambini perché è il colore che si nota di più in mezzo al mare, in caso di naufragio. Ma non c'è rosso che tenga agli occhi di chi non vuol vedere. Anche Tima, la zia di Alan, ha visto la foto del nipote sui media, dalla sua casa di Vancouver, in Canada. Nello stesso naufragio ha perso anche Ghalib, fratello di Alan, e la cognata. Ma a differenza del mondo, lei non aveva bisogno di una foto per scoprire l'inferno, lo aveva già vissuto. Indipendente e determinata, Tima si è trasferita da sola in Canada poco più che ventenne, ma la guerra, quando scoppia, raggiunge anche lei: impossibile non preoccuparsi per i suoi cari, alcuni rimasti in Siria, altri divenuti profughi. Tima fa di tutto per aiutarli a espatriare, o perlomeno a sopravvivere. Dai giardini profumati di gelsomino di Damasco alle strade di Aleppo devastate dalla guerra, dai campi profughi in Turchia al Canada, una storia per capire cosa costringe un padre e una madre, intrappolati tra la casa a cui non possono tornare e la salvezza in Paesi che li rifiutano, a esporre i propri figli a pericoli inenarrabili per trovare finalmente un porto sicuro.

Fino a quando la mia stella brillerà
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Materiale linguistico moderno

Segre, Liliana <1930->

Fino a quando la mia stella brillerà / Liliana Segre ; con Daniela Palumbo

Piemme, 2018

Abstract: La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l'unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi, ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare. Questa è la sua storia, per la prima volta raccontata in un libro dedicato ai ragazzi. Introduzione di Ferruccio de Bortoli. Età di lettura: da 11 anni.

Una guerriera disarmata
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Materiale linguistico moderno

Bianchetti, Lorena <1974->

Una guerriera disarmata : la battaglia quotidiana delle donne normali / Lorena Bianchetti

Milano : Piemme, 2018

Abstract: Una guerriera dalle armi spuntate. Così si definisce Lorena Bianchetti all'inizio del viaggio dentro se stessa affrontato in questo libro. E nel prologo chiarisce il motivo per cui ha deciso di lanciarsi nell'avventura della scrittura: «Scrivo con la speranza che la gente possa tornare a sognare e a desiderare di realizzare quello che ha dentro. Ognuno di noi deve poter credere nel proprio talento. Ognuno di noi può trovare la propria strada nella vita dando il meglio di sé, senza mai strizzare l'occhio a quel sistema che vuole disilludere i capaci per premiare i servi di qualche strano potere». In questo libro c'è una donna, che nell'esplorazione di se stessa parla soprattutto alle donne, e nella filigrana di una vita traspare la vicenda professionale di una giornalista piena di curiosità e di passione. Lorena Bianchetti racconta tante storie, narrando al contempo anche la sua, la battaglia di una donna normale, che ha voluto restare se stessa nel mondo della comunicazione, pur avendo il privilegio di condurre i più grandi eventi ecclesiali degli ultimi vent'anni accanto a ben tre papi: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e papa Francesco. Il racconto s'intreccia a tante riflessioni sull'oggi e sul futuro, sul valore della sconfitta e sulla necessità della tenacia, sulla bellezza del nostro Paese e di quegli "angeli in carne e ossa" incontrati lungo il cammino, che giungono sempre in soccorso, ogni volta che ci si mette dalla parte del bene.

Io non smetto
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Materiale linguistico moderno

Benusiglio, Giorgia <1982->

Io non smetto : la vita è uno sballo / Giorgia Benusiglio ; con Luca Crippa e Maurizio Onnis

Milano : Piemme, 2018

Abstract: Sospesi tra infanzia e maturità, ribelli, insicuri, incoscienti. E convinti di essere invincibili. Così si sentono gli adolescenti. Sono sempre attratti da nuove esperienze, e la droga promette di spezzare la noia e il conformismo e di amplificare il divertimento. Se ne prendi poca, non può farti male, si dicono. Anche Giorgia lo ha pensato quando, a 17 anni, ha assunto mezza pastiglia di ecstasy. Cosa poteva succedere per mezza pasticca? Qualche ora dopo, era all'ospedale in coma epatico e si è salvata solo grazie a un trapianto di fegato. A distanza di anni, la sua vita è appesa ai farmaci antirigetto e a continui controlli medici. Oggi Giorgia è una giovane donna viva e attivissima, e ha deciso di usare la sua esperienza per mettere in guardia i ragazzi dall'uso di droghe. Ne incontra migliaia ogni anno, 80.000, 90.000, in tutta Italia. Sono conferenze emozionanti, emotivamente forti sia per Giorgia, che ogni volta si mette a nudo, sia per gli studenti, che magari arrivano distratti e contenti di saltare qualche ora di lezione e poi si trovano catturati e assorbiti. Quella storia parla di loro, e li mette davanti alle loro paure e ai loro sogni. Questo è il racconto di uno di questi eventi, e di tutti. È la storia di Giorgia, e anche di Matilde e Luca, due ragazzi tentati dalla droga, reali e allo stesso tempo simbolo di tutti i ragazzi. Ascoltano, riflettono, si ribellano, si amano, lottano per diventare se stessi senza perdersi. Per scegliere a quali tentazioni cedere. Sono grumi di energia pronti a spiccare il volo. A loro l'esempio di Giorgia insegna che possono fare della propria vita un capolavoro, senza bisogno di pericolose stampelle

Scolpitelo nel vostro cuore
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Materiale linguistico moderno

Segre, Liliana <1930->

Scolpitelo nel vostro cuore : [dal binario 21 ad Auschwitz e ritorno: un viaggio nella memoria] / Liliana Segre ; a cura di Daniela Palumbo

Piemme, 2018

Abstract: Non ditelo mai che non ce la potete fare, non è vero. Ognuno di noi è fortissimo e responsabile di se stesso. Dobbiamo camminare nella vita, una gamba davanti all'altra. Che la marcia che vi aspetta sia la marcia della vita. Questo vorrei dirvi.

Un lupo alla mia porta
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Materiale linguistico moderno

Jans, Nick <1955->

Un lupo alla mia porta : storia di Romeo / Nick Jans ; traduzione di Linda Rosaschino

Milano : Piemme, 2018

Abstract: Il primo incontro avviene un giorno di dicembre. Nick sta camminando sul lago ghiacciato vicino alla sua casa, nell'Alaska sud-orientale, con la moglie e il loro labrador, quando succede. Il lupo nero fermo da un po' sulla riva opposta inizia a correre verso di loro con le fauci spalancate, sollevando la neve con le zampe. Poi si ferma, a pochi metri, con la coda tesa, in atteggiamento dominante. D'istinto Nick stringe a sé la moglie e il collare del cane e si mette in allerta. La paura atavica dell'uomo di fronte a questo animale assale anche lui, che pure ha incontrato molti lupi. Mai però così da vicino. D'un tratto il cane si divincola e va incontro al lupo, muso contro muso. Da quel momento Romeo, come è stato chiamato, entra nella vita di Nick e della piccola comunità di Juneau. Si rivela estremamente sociale, gioca con i cani, interagisce con le persone. Intelligente e attento, diventa una presenza fissa, portando un alito di vita selvaggia alle soglie delle case. Per Nick, Romeo è un amico, obbedisce ai suoi segnali, lo aspetta sul lago davanti a casa. Ma, come spesso accade, non tutti apprezzano questa prossimità, invocando l'atavica inimicizia tra uomini e lupi.

La prima sfida di Nicole
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Materiale linguistico moderno

Orlando, Nicole <1993-> - Cruciani, Alessia <1971->

La prima sfida di Nicole / Nicola Orlando, Alessia Cruciani ; illustrazioni di Elisa Rocchi

Milano : Piemme, 2018

Il battello a vapore. Serie azzurra ; 155

Abstract: Nicole è entusiasta di partecipare al musical della scuola, anche se qualcuno teme che farà una figuraccia. Ma lei non si arrende. Grazie alla sua forza e a tanta voglia di divertirsi, supererà questa e molte altre sfide, perché avere la sindrome di Down è come correre i 100 metri controvento: ci si mette un po' di più ma si taglia sempre il traguardo! Età di lettura: da 7 anni.

Stronger
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Materiale linguistico moderno

Bauman, Jeff <1986->

Stronger / Jeff Bauman ; con Bret Witter ; traduzione di Annalisa Carena

Milano : Piemme, 2018

Piemme voci

Abstract: "«Ci vediamo al traguardo» dissi a Erin mentre passava davanti a me. «Ci sarò» annuì lei. In quel momento mi sembrò una cosa banale, la più normale del mondo. Suppongo che sia sempre così, prima che la sfortuna, o il caso, ti cambino la vita". Il 15 aprile 2013 Jeff si trova a Boston, al traguardo della Maratona, una delle più importanti del mondo. Sta aspettando la sua fidanzata, Erin, che partecipa alla gara. Dopo mesi di incertezza, è lì per dimostrarle che tiene a lei e che vuole fare sul serio. Sono gli ultimi istanti di una vita normale, prima che si scateni l'inferno. Per un attimo Jeff perde i sensi. Quando riapre gli occhi, capisce che è esplosa una bomba e lui ha visto da vicino l'attentatore. E che le sue gambe non ci sono più. A 27 anni deve ricominciare da capo. Niente è facile, dopo. Riprendersi dal trauma, imparare di nuovo a camminare, gestire il peso della notorietà. Eppure, la sua non è una storia di disperazione. È una storia di resilienza e ottimismo, la storia di un ragazzo che non si piega al destino, ma decide di affrontarlo a testa alta. È insieme anche la storia di un grande amore, quello della sua ragazza che lo ha salvato nei momenti bui della riabilitazione. Jeff è la prova che proprio nelle avversità più grandi, si può scoprire di essere più forti di quanto non si sia mai sospettato. E che in coppia la forza non raddoppia, ma si moltiplica all'infinito.

Cuore di cobra
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Materiale linguistico moderno

Riccò, Riccardo <1983->

Cuore di cobra : confessioni di un ciclista pericoloso / Riccardo Riccò ; con Dario Ricci

Piemme, 2018

Abstract: «Pensate che i grandi che hanno scritto la storia del ciclismo e che sono stati coinvolti a vario titolo in scandali doping fossero diversi dal resto del gruppo? Che fossero migliori o peggiori degli altri? Credete che, prima di loro, di quegli anni, la situazione fosse diversa, o che possa essere cambiata negli anni successivi? Pensate che si possano fare 200 chilometri al giorno per tre settimane tra sole, gelo, pioggia, vento e neve solo a pane e acqua? Pensate che si possa davvero vincere così, o che ci sarebbe mai una tv disposta ad aspettarti al traguardo in diretta per 7, 8, 10 ore, cioè il tempo fisiologico per un tappone di montagna con 4.500 metri di dislivello? E, una volta arrivati, essere pronti già il mattino dopo a rifare la stessa cosa? Vi siete mai chiesti perché ogni tappa di un grande giro arriva d'abitudine tra le 17 e le 17,30? Perché in quell'orario si deve arrivare, se no "non ci stiamo con il palinsesto, e addio a pubblicità e spot." Per farci coraggio, per sopportare quella fatica immane, ci chiamiamo El Diablo, o il Killer, o il Re Leone. O il Cobra, come me. Per darci forza, perché così ci vogliono le persone che ci aspettano anche per giorni accampati su una curva. E, allora, come polli d'allevamento, ci alleniamo e ci "curiamo", qualcuno per vincere, i più semplicemente anche solo per tenere il passo, stare a ruota. Solo col doping non vinci. Senza doping non vinci. Questa è la regola aurea del gruppo. Forse avrei dovuto rinunciare a quel soprannome, Cobra, troppo minaccioso, infido. Roba da far paura agli avversari, ma quasi anche a me. In fondo, ero soltanto uno del gruppo».

Per primo hanno ucciso mio padre
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Materiale linguistico moderno

Ung, Loung <1970->

Per primo hanno ucciso mio padre / Loung Ung ; traduzione di Sara Puggioni

Milano : Piemme, 2017

Piemme voci

Abstract: La cacciata dal paradiso per Loung Ung ha una data: il 17 aprile 1975. Fino ad allora, la sua infanzia, come quella dei sei fratelli, è stata meravigliosa, grazie all'amore della mamma e del papà, un alto ufficiale del governo cambogiano. Loung amava addentrarsi con la famiglia nei coloratissimi mercati di Phnom Penh, dove vivevano, tra profumi di zuppe di noodles e noccioline tostate e chiassosi animali. Ma quel 17 aprile, quando lei ha solo cinque anni, il paradiso va in frantumi. Gli Khmer Rossi di Pol Pot prendono la città. Tutta la Cambogia piomba nell'incubo di un regime brutale. La famiglia Ung è in pericolo, data la posizione del padre, e deve abbandonare la casa, le comodità, la sua stessa identità, per fuggire in campagna e nascondersi di villaggio in villaggio. Infine devono separarsi, con la speranza di ritrovarsi tutti un giorno. I fratelli di Loung vengono imprigionati, invece lei, così piccola, è destinata a un campo di addestramento per giovani soldati. Per lunghi anni dovrà lottare ogni singolo momento per non cedere alla fame, alla fatica e alla disperazione. La violenza la circonda, e i suoi occhi di bambina sono testimoni di cose che nessuno dovrebbe vedere in una vita. Quasi due milioni di cambogiani morirono in quel genocidio. Quando finalmente, con l'arrivo dei vietnamiti, l'incubo finisce, per Loung inizia la lunga ricostruzione di se stessa e della sua famiglia. Con una forza d'animo incredibile per una bambina e gli insegnamenti del padre, riuscirà a ricrearsi una nuova vita, un nuovo e diverso paradiso.

Pedala!
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Materiale linguistico moderno

De Zan, Davide <1962->

Pedala! : il romanzo di chi ha voluto la bicicletta / Davide De Zan

Milano : Piemme, 2017

Abstract: La prima volta senza le ruote di sostegno, la magia della prima bici, le scorribande con gli amici, le corse verso traguardi sempre nuovi. Sono emozioni che appartengono a tutti e che chiunque abbia cavalcato, almeno una volta, una bicicletta, conosce. Quella sensazione di libertà e di scoperta rivive nel racconto di un uomo che il ciclismo l'ha respirato sin da bambino e ne ha fatto la sua vita. È il mezzo più amato da milioni di italiani a tenere insieme gli aneddoti segreti di grandi corridori che hanno reso il ciclismo uno sport unico e affascinante come pochi altri. Coppi e la fine ingiusta di un'esistenza, Bartali e le sue imprese per salvare la vita a decine di ebrei durante la guerra. E poi i retroscena dei duelli tra Merckx, il Cannibale, e Gimondi, tra Moser e Saronni, che con la loro feroce rivalità dividevano l'Italia. Le prime imprese del Pirata, Marco Pantani, che dell'autore è stato grande amico. Cresciuto a stretto contatto con alcuni dei leggendari nomi delle due ruote grazie al padre Adriano, storico cronista sportivo, da cui ha raccolto il testimone, Davide De Zan rivela trionfi e misteri di anni trascorsi sulle strade delle principali gare. Ma il magico attrezzo che ha regalato ai grandi corridori vittorie straordinarie è anche lo stesso che accompagna eroi sconosciuti a superare ostacoli e limiti impensabili. Come il padre che percorre 2.000 km per riascoltare il battito del cuore di sua figlia nel petto del ragazzo che l'ha ricevuto in dono. O come l'uomo che pedala dall'India alla Svezia per amore. Ciclisti di ogni giorno e famosi campioni fanno parte dell'unica e immensa tribù di chi vive per un traguardo. Nella dichiarazione d'amore di Davide De Zan per la bicicletta, tutti ritroveranno una parte di se stessi.

La sposa bambina
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Materiale linguistico moderno

Ali, Nojoud <1998->

La sposa bambina / Nojoud Ali ; con la collaborazione di Delphine Minoui ; traduzione di Giovanni Zucca

Piemme, 2017

Abstract: Nojoud viene dallo Yemen. Nojoud ha solo dieci anni. Nojoud non è che una bambina. Una bambina divorziata. Perché anche se ha un lieto fine, questa non è una favola. E la storia di una battaglia, invece. La storia di una bambina che, in un paese in cui le donne sono spesso schiave inermi, ha saputo combattere con il cuore e il coraggio di una leonessa. E stata costretta a sposare un uomo che non aveva mai visto. Un uomo di trent'anni. Lei non ne aveva che otto. E stata picchiata. E stata obbligata a rinnegare la sua infanzia. Nojoud aveva paura. Nojoud voleva giocare. Voleva andare a scuola. Nojoud non è che una bambina. Ha pianto così tanto, ma nessuno la ascoltava. Ha supplicato suo padre, sua madre, sua zia. Non possiamo fare niente. Se vuoi, vai in tribunale da sola le hanno risposto. Così, una mattina, Nojoud è scappata dalla sua casa-prigione. Si è incamminata da sola verso il tribunale di Sana'a. Si è ribellata alla legge degli uomini. Ha chiesto il divorzio. In un paese in cui oltre la metà delle spose sono bambine tra gli otto e i dieci anni, Nojoud ha trovato il coraggio di dire no.

La moglie americana
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Materiale linguistico moderno

Wilson, Katherine <1974->

La moglie americana / Katherine Wilson ; traduzione di Edy Tassi

Milano : Piemme, 2017

Piemme voci

Abstract: Napoli è un po' come New York, una città di estremi, o la ami o la odi. Ma se la ami, la ami spassionatamente. Quando Katherine, giovane americana fresca di laurea a Princeton, sbarca a Napoli per uno stage presso il consolato americano, si innamora perdutamente della città, della sua bellezza sconcertante. L'energia caotica che sprigiona è lontanissima dalla sua esperienza di brava ragazza ligia alle regole di famiglia. L'amore per la vita e per il cibo degli italiani, e più ancora dei partenopei, sono all'opposto del suo stile di vita, della sua dieta disordinata e di una certa incapacità ad accettarsi. Nonostante tutto, però, non le ci vuole molto per sentirsi a casa. Merito di Salvatore, studente di giurisprudenza di cui inaspettatamente si innamora, e della famiglia di lui, soprattutto della madre Raffaella, che la accoglie in un caldo abbraccio. A contatto con Raffaella, cuoca sublime e gran donna, Katherine impara i segreti della cucina e del vivere bene. Impara a lasciarsi andare senza paura alla bellezza, alla bontà e alla carnalità. Una storia vera che è un percorso di formazione e apprendimento della felicità, e una dichiarazione d'amore a Napoli e al gusto della vita.

Confessioni di un ciclista mascherato
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Materiale linguistico moderno

Confessioni di un ciclista mascherato / Anonimo ; con la collaborazione di Antoine Vayer ; traduzione di Maria Moresco

Milano : Piemme, 2017

Abstract: L'autore di questo libro è un corridore di alto livello, che ha preso parte con successo a tutti i grandi Giri - Francia, Italia, Spagna -, alle Olimpiadi e a tutte le classiche più importanti. Ha raccontato la sua storia ad Antoine Vayer, ex allenatore professionista, ora giornalista di spicco, già collaboratore di Le Monde e Liberation, considerato uno dei più grandi conoscitori di questo mondo. Il motivo per cui il ciclista deve restare anonimo è facile: è ancora in attività e non vuole restare disoccupato. Perché quel che racconta non fa piacere a nessuno. Un girone infernale, così viene descritto il sistema del ciclismo professionistico. Il carrozzone festante delle gare, i tifosi lungo le strade e tutta l'epica che accompagna le tappe sono solo uno scenario, dietro cui si svolgono i veri giochi. Molto di quello che va in scena è concordato, sia all'interno delle squadre che tra corridori di squadre avversarie. I ruoli, dal leader al gregario alla nuova promessa, e a volte i risultati, sono spesso assegnati preliminarmente e ben poco è lasciato al caso. I ciclisti, vittime e complici di questo sistema, sanno che la carriera ad alti livelli dura poco, un anno vale due per loro, e che non ci vuol molto a venire estromessi dal gioco e perdere valore. Per questo la concorrenza è spietata e ogni atleta è disposto a qualunque sacrificio per restare al top. Vita famigliare, divertimento, vacanze, amicizie, la vita del ciclista è una rinuncia continua. Compresa la salute, perché il doping è dato per scontato da tutti, ciclisti, manager, sponsor. Sono gli stessi che, quando qualcuno viene beccato, gridano allo scandalo. Non lascia nulla all'immaginazione, l'autore. Con aneddoti personali e una scrittura diretta che chiama le cose con il loro nome, prende forma un mondo oscuro fatto di scommesse, compravendite - si impara anche a leggere certi gesti che si vedono tra i ciclisti nelle grandi gare - enormi e non sempre puliti giri di soldi, egoismi, ipocrisie, invidie. E molta paura

The glass castle
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Materiale linguistico moderno

Walls, Jeannette <1960->

The glass castle = Il castello di vetro / Jeannette Walls ; traduzione di Irene Annoni

Nuova ed.

[Milano] : Piemme, 2016

Piemme voci

Abstract: Nessun bambino dovrebbe affrontare ciò che la mamma e il papà di Jeannette hanno fatto passare ai loro figli. Ma tutti i bambini dovrebbero avere una famiglia come quella. È il paradosso del vero amore. Anche se è imperfetto, ti salva. Seconda di quattro figli, Jeannette è cresciuta in una famiglia che oggi si chiamerebbe disfunzionale. Il padre, Rex, poliedrico, bizzarro e di grande intelligenza, non riesce a tenersi né lavoro né soldi per via dell'alcol. Perde al gioco e costringe tutti a una vita da nomadi per fuggire dai creditori. La madre, Rose Mary, artista e insegnante, è insofferente a qualsiasi responsabilità e sostiene che i bambini debbano cavarsela da soli, che si tratti di procurarsi il cibo, il necessario per scaldarsi o rammendarsi i vestiti per non andare in giro con i buchi. La quotidianità dei fratelli Walls è un bizzarro melange di meraviglia, funambolismo e tragedia: Rex si occupa dell'istruzione dei figli, insegnando loro geologia, astronomia e letteratura, con lezioni sotto le stelle, ma i fratelli devono imparare presto a proteggersi a vicenda e a tenere a bada l'incoscienza dei genitori. Eppure, nonostante Jeannette sin da giovanissima sapesse che solo volando via da quel nido poteva salvarsi, non ha mai smesso di pensare con affetto alla propria infanzia, ed è riconoscente nei confronti dei suoi imperfetti genitori perché le hanno fatto un dono prezioso: un amore incondizionato e la libertà.