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Asinello e l'aquilone - Rindert Kromhout
BELLO, DA LEGGERE. Utente 4577 - 10 anni fa |
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Aspettando domani - Guillaume Musso
Surreale, tiene bene la struttura fino all'ultima pagina. Ottima lettura. BIBLIOTECA VIADANA CIRCOLO LETTORI CRITICI - 12 anni fa |
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Assassinio sul Nilo - Agatha Christie
Scritto nel 1937 questo romanzo giallo sembra non sentire il peso degli anni, tanto è capace di avvincere il lettore con una trama ricca di personaggi che nelle prime 130 pagine sembrano in attesa che accada qualcosa di funesto, un omicidio che turbi quella crociera sul Nilo che hanno intrapreso per motivi turistici, tutti meno qualcuno. La preparazione dell’evento, così lunga, è frutto di un’abile impostazione della narratrice, capace di tenere sulle spine il lettore nell’attesa sempre più spasmodica di un fatto di sangue. I personaggi sono stati scelti con cura, tutti perfettamente funzionali alla vicenda, descritti con un’abilità che non si limita all’aspetto esteriore, ma che va a fondo, indaga psicologicamente rivelando la loro natura. La trama può apparire complicata e si basa su due sentimenti dell’essere umano, l’amore e il - tradimento, già sufficienti di per sé per attrarre, per incuriosire il lettore affinché sia indotto a prestare la massima attenzione. Del resto se si legge con scrupolo e ogni tanto ci si ferma a riflettere si potrà arrivare alla soluzione, che è perfettamente logica, per quanto frutto di incastri. Davanti a Poirot si presenta una nebbia fitta che poco a poco lui riesce a diradare e se anche ha intuito la soluzione dell’indagine questa non verrà fino a quando non avrà raccolto tutte le prove, coprendo con la caligine tutto quanto osta al raggiungimento del risultato e finendo così per mettere in piena luce, come illuminata dai riflettori, la verità.
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Atlante degli abiti smessi - Elvira Seminara
Ogni amore bruscamente interrotto è un latrocinio, perché porta via nella fretta anche ciò che hai incollato addosso, come le alghe sulle grate dei tombini, o la polvere sul velluto, lo zucchero caduto sul piatto – la tua pelle sui suoi incisivi. Una madre deve raccontare la sua storia, una storia complicata, soprattutto da raccontare a una figlia. Lo fa ricostruendo i tasselli anche attraverso il guardaroba di una vita. Un elenco di abiti per ogni occasione, atteggiamento, sentimento, passione, gioia o dolore. Monica B. Monica Binacchi - 9 anni fa |
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Atlante di un uomo irrequieto - Christoph Ransmayr
Mia prima lettura di questo autore. Di questa scrittura ho apprezzato la capacità descrittiva davvero straordinaria dell'autore: partendo da una piccola scena (a volte priva di qualsiasi movimento) con persone o animali, riesce a tratteggiare un quadro d'insieme, a narrare la storia di un luogo, di una persona sconosciuta o di un popolo. Dimenticatevi i luoghi (sovra)affollati della vecchia Europa e dell'Occidente. In questo viaggio lungo 70 racconti, sarete trasportati in luoghi remoti degli altri continenti, perlopiù immersi nella natura e lontani dai circuiti turistici classici. Quelli che mi hanno colpito di più sono state le storie legate a Rapa Nui e all'isola degli ammutinati del Bounty. Un libro tuttavia che ho impiegato parecchio tempo a leggere, forse appunto per la struttura stessa del libro: non c'è infatti nessun legame tra i racconti, sono "quadretti" singoli di questo instancabile viaggiatore che parla di sé soltanto in pochissimi passaggi. Questa lettura, dopotutto, è un invito a mettersi in viaggio e a scoprire la bellezza della vita e del mondo che ci circonda. LICIA TURRINI - 3 anni fa |
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Attenti, arriva Lupone! - Emile Jadoul
PIACE TANTISSIMO AI BAMBINI. UN LUPO BUONO E CASELLE DA APRIRE CHE PIACCIONO TANTO PER LA SORPRESA. Utente 4577 - 10 anni fa |
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Atti relativi alla morte di Raymond Roussel - Leonardo Sciascia
La prima cosa che mi sono chiesto, prima di leggere questo lavoro di Sciascia, è stata molto semplice, una domanda quasi naturale: chi era Raymond Roussel, che personaggio è stato da indurre il grande scrittore siciliano a scrivere un libro sulla sua morte, indagando come al solito per cercare una verità nascosta da molte omissioni volontarie e da colpevoli negligenze?
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Augustus - John E. Williams
In attesa di poter leggere il ben più noto Stoner ho ripiegato (ma il termine è eccessivo, come emergerà con il mio giudizio) su Augustus, un romanzo storico sul primo degli imperatori romani, su quell’Ottaviano successore designato di Giulio Cesare. L’autore, molto opportunamente, riporta in una nota all’inizio dell’opera una precisazione con cui evidenzia che, per quanto abbia cercato di rispettare rigorosamente gli eventi e i personaggi, così come pervenutici dalla storia, ha dovuto, per esigenze letterarie, commettere errori voluti, inventare fatti, creare personaggi che forse non sono mai esistiti. In buona sostanza ha ritenuto doveroso evidenziare che non si tratta di un saggio, di una biografia, bensì, a tutti gli effetti, di un romanzo storico. La metodologia adottata per parlarci di Augusto è la più varia, ricorrendo a epistole di Cicerone, a brevi brani degli Atti di Augusto e al frammento di un libro perduto della Storia di Tito Livio conservato da Seneca il Vecchio. Comunque siano state le fonti quello che mi preme evidenziare è che Williams è riuscito a darci un ritratto realistico di quello che fu Augusto, inserito perfettamente nel suo contesto storico che ci consente anche di avere un’idea, non vaga, e nemmeno allo stato di ipotesi, di quella che doveva essere realmente la società romana, dei giochi di potere che fermentavano, che dividevano, che minacciavano l’esistenza stessa di Roma, una sorta di politica nefasta e corrotta che presenta straordinarie analogie anche con l’Italia d’oggi. Ottaviano, poi divenuto Augusto, è un uomo esile, dalla salute cagionevole, ma dalla fortissima e determinata personalità, un protagonista assoluto che saprà sbarazzarsi degli assassini di Cesare e poi del rivale Marco Antonio, assicurando a Roma un lungo periodo di quiete e di prosperità. L’uomo più potente della terra, un Dio in terra, è in realtà un abile e accorto politico, che, al di fuori di quella che è la gestione dello stato, ha solo due passioni: la moglie Livia e la figlia Giulia. Per quanto le ami dovrà sacrificarle alla ragion di stato così che questa stella di prima grandezza, che splende di fuori agli occhi di tutti, è in effetti un essere profondamente infelice, che resterà progressivamente solo con la dipartita degli amici fidati, da Agrippa a Mecenate, all’adorato Virgilio. Questa intima malinconia è resa in modio splendido dall’autore, che ha anche avuto l’idea accostare la solitudine della potenza con la serenità degli esseri umili. Al riguardo le pagine in cui si descrive l’incontro, per le vie di Roma, di Augusto con Irzia, che gli fu compagna di giochi e amica quando entrambi erano bimbi, ora una donna un po’ più anziana, non ricca, ma nemmeno povera, amata dai figli, baciata da una serenità contagiosa anche se avverte prossima la dipartita, sono forse le migliori del romanzo. Augusto riconosce l’amica, che lo chiama, come da bambina, Tavio; prova gioia, pur nella malinconia che lo permea, e i due parlano, prima del passato, poi del presente. “Ho dato a Roma una libertà di cui io solo non posso godere”. “Non hai trovato la felicità, dissi io (Irzia), nonostante tu l’abbia data.” .”Così è stata la mia vita”. Si scambiano altre parole e al momento del commiato Augusto poggia le labbra sulla guancia di lei. Credetemi, raramente mi è capitato di leggere pagine in cui il contrasto fra l’aridità del potere e la pace della vita semplice sono state rese così bene. Credo che Williams sia riuscito a carpire dopo tanti secoli la personalità di Ottaviano, e non solo quella, ma anche le altre di Mecenate, di Orazio, di Virgilio e della sua piccola cerchia di amici. Quando parlano sembrano vivi, non si ha cioè quella sensazione di parole messe in bocca a chi non può pronunciarle e forse accade questo perché ci siamo lasciati avvincere dall'opera e ora siamo in lei, camminiamo sul selciato del foro, ascoltiamo le gare poetiche di Orazio e di Virgilio, siamo accanto ad Augusto nei rari momenti di gioia con la moglie e la figlia, lo seguiamo in punta di piedi mentre con passo sempre più stanco si avvia verso la soglia dell’Ade.
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Autosufficienza - Massimo Acanfora, Ilaria Sesana
libro inutile. Stringato e superficiale. CARLO SAI - 5 anni fa |
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