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R: L'angelo di Monaco - romanzo di Fabiano Massimi
La vicenda raccontata è accaduta veramente, i personaggi che appaiono vi erano coinvolti, ivi compresi i due investigatori, insomma tutto quanto raccontato è effettivamente avvenuto e l´abilità del narratore è di avere messo nero su bianco, non asetticamente come in un rapporto di polizia, ma dinamicamente e in modo appassionante un fatto che lascia un alone di mistero sulla natura della morte di una bella ragazza, Angelica Raubal. Si è trattato di suicidio, come si è cercato di far credere, o di omicidio? La nipote dell´astro nascente Adolf Hitler, suo tutore, è stata vittima della gelosia dello zio, oppure di una depressione?
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R: Il senso di una fine - Julian Barnes
Anche in questo libro Barnes non delude: una scrittura non sempre semplice da seguire, a tratti intrisa di riferimenti filosofici e letterari, eppure di una potenza immaginifica straordinaria. Nonostante la brevità, i temi interessanti sono parecchi: la divertente rievocazione degli anni Sessanta inglesi, la contrapposizione tra giovinezza e vecchiaia, l'incapacità di capire se stessi e gli altri, l'incomprensibile "fine" del titolo...
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R: Pista nera - Antonio Manzini
Primo contatto con un libro scritto da Antonio Manzini, Pista nera, il primo romanzo con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, un personaggio del tutto particolare e seconde me veramente riuscito. Eppure si tratta di un poliziotto corrotto, che ama la bella vita, indubbiamente dalle grande capacità investigative, ma non di certo un esempio di correttezza e onestà; pur tuttavia finisce con il destare simpatia, con una sua ironia puntuale, che strappa più di un sorriso, e con una sua coerenza che lo rende degno di essere rispettato. Rocco Schiavone non è certo il commissario Maigret, e neppure l’investigatore Hercule Poirot, è semplicemente Rocco Schiavone, un uomo che cerca di ottenere il meglio della vita, ma nella sua disonestà colpisce solo dei criminali.
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R: Avventure della ragazza cattiva - Mario Vargas Llosa
Bello, molto coinvolgente, si legge in un fiato. BIBLIOTECA VIADANA CIRCOLO LETTORI CRITICI - 11 anni fa |
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R: Il maestro delle ombre - romanzo di Donato Carrisi
SCARSO VITTORIO ANDREOLI - 9 anni fa |
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R: Ti aspettavo - J. Lynn
libro assolutamente fantastico e molto romantico |
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R: Roderick Duddle - Michele Mari
Ero molto curioso di leggere questo libro che prometteva di emulare altri capolavori come Tom Sayer. Michele Mari vorrebbe, a mio parere, ricreare un'avventura di altra epoca, come i fortunati romanzi di Ken Follett, oppure, restando in Italia le opere di V.M. Manfredi. La storia è carina, però non vi ho trovato grande intensità, suspence, forse i personaggi sono troppo costruiti e la storia un po' scontata. Ammetto di averlo abbandonato per altre letture, quindi il mio giudizio non può essere definitivo, ma forse avevo troppe aspettative che poi sono andate deluse. O forse non era il periodo adatto per calarsi nell'Inghilterra vittoriana....come ben potete capire......non sempre un libro viene capito....... LUCA TOFFALINI - 11 anni fa |
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11 - Mark Watson
Voto del Gruppo di lettura di Viadana: 6,5/10.
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12 anni schiavo - un film di Steve McQueen
secondo me sarà un film bellissimo, emozionante, forse anche un pochino drammatico, rispetto al trailer che ho visto sul mio cellulare. ESTER CARLETTI - 11 anni fa |
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1912+1 - Leonardo Sciascia
Negli ultimi anni della sua vita, quasi pago dei successi ottenuti dai suoi romanzi, ma più probabilmente perché la vena creativa si era un po' esaurita, Leonardo Sciascia prese spunto da fatti realmente accaduti per una loro rivisitazione, chiamando gli scritti infatti Cronachette. E tale è anche 1912 + 1, titolo alquanto strano, ma che, come vedremo in seguito, ha una sua precisa ragion d'essere. E' del 1913 il fatto della cronachetta, sicché è logico pensare che lui fosse un po' superstizioso, ma così non è, perché quella votata agli scongiuri è ben altra persona, un altro scrittore allora in grande spolvero; questi, benché meridionale – e di conseguenza per lui il 13 doveva essere considerato un numero fortunato – per una repentina infatuazione per il Nord dell'Italia, ove soggiornerà a lungo fino alla morte, iniziò a vedere il 13 come sinonimo di jella, di sfortuna nera e allora prese a non citarlo, tanto che in uno dei 50 esemplari dell'edizione su papier de Hollande del Martyre del Saint Sebastien, scritto direttamente in francese da Gabriele D'Annunzio durante il suo non breve soggiorno ad Arcachon, ove si era rifugiato incalzato dai creditori, figura una dedica autografa <<à Fernand Charles Ecot “Chaque flèche est pour le salut.” Gabriele d'Annunzio, 7 jiun 1912 + 1>>. Questo libro entrò nella biblioteca di Sciascia che non poté fare a meno di notare la stranezza della data e alla luce della sua scarsa stima dell'autore abruzzese mise bene il rilievo la circostanza agli inizi della cronachetta. A parte questo inciso, il fatto non riguarda direttamente il vate nazionale, se non per quella atmosfera di fulgide apparenze e di squallide realtà che sembravano caratterizzare l'inizio del XX secolo, con la conquista della Libia e la feroce repressione dei ribelli, con le classi sociali ben delineate e talmente chiuse da risultare impenetrabili. Ed è appunto da un incontro fra un ceto superiore e uno inferiore che nasce il fatto, con la contessa Maria Tiepolo, moglie del capitano di Stato Maggiore Carlo Ferruccio Oggioni, che l'8 novembre 1913 uccide con un colpo di pistola sparato quasi a bruciapelo l'attendente del marito, il bersagliere Quintilio Polimanti, nella vita civile falegname, ma ribattezzato dai giornali ebanista per cercare di rendere meno evidente la differenza di classe. Il processo che ne seguì è l'occasione per Leonardo Sciascia di mettere in risalto vizi privati e pubbliche virtù, spesso con un'ironia dirompente, da cui esce un quadro per nulla lusinghiero degli uomini in genere e di quel particolare contesto sociale. Sono continue annotazioni, riflessioni che accompagnano gli atti del procedimento che, come non poteva che essere prevedibile, si concluderà con l'assoluzione dell'assassina. Il sostegno indispensabile alle forze armate, appena uscite vittoriose dalla campagna di Libia, e il patto Gentiloni che chiamava alle urne i cattolici, prima diffidati dal pontefice, a patto che il parlamento si attenesse rigorosamente ai principi cristiani, non cedesse alla tentazione di fare una legge sul divorzio e considerasse pertanto la famiglia una e indivisibile influenzarono i giurati e così accadde che un colpevole, peraltro reo confesso, anche se a suo dire per difendere la propria onorabilità, diventasse di colpo innocente, in un iter che di verità univoche non ne ebbe, ma tante, tantissime, in un contesto fatalmente pirandelliano, in cui apparenza e realtà si confondono, confondendo anche chi è chiamato a giudicare. Non è certo un capolavoro di Sciascia, che tanti peraltro ne ha scritti, ma 1912 + 1 è uno di quei libri, di gradevolissima lettura, a cui ci si affida con fatalismo constatando che il nuovo secolo, il nostro, porta troppi segni del precedente, tanto che le somiglianze son più delle differenze, e credo che se fossero ancora in vita Pirandello e Sciascia si limiterebbero a sorridere, come per dire “che novità! Ve l'avevamo già detto, no?”. RENZO MONTAGNOLI - 5 anni fa |
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