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Un ninja alla scuola media. [1]: L'avventura ha inizio - Marcus Emerson
bello GIULIO FERRANTE - 4 anni fa |
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Un papa su misura - Davide Cali, Anna Laura Cantone
Molto bello, sopprattutto perché ci sono molte illustrazioni. Utente 3701 - 10 anni fa |
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Un piccolo sogno - Susan Elizabeth Phillips
4° libro della serie Chicago Stars
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Un uomo che forse si chiamava Schulz - Ugo Riccarelli
Da Pag. 128 “ Eravamo, invece, pesci alla mattanza e percorrevamo con diligenza i corridoi sempre più stretti della nostra tonnara. La nostra vita fu capovolta e catapultata in un'altra dimensione e lo spazio in cui muovevamo i nostri passi sempre più incerti si ridusse di giorno in giorno, asservito al trionfo dei regolamenti, consumato insieme alle nostre personalità. Non fummo più persone, ma classi, tipologie e numeri diligentemente trascritti sulle carte e i diagrammi, appesi nelle sale della vecchia casa comunale. Noi, i reietti, fummo passati al setaccio come sabbia grezza da costruzione, vagliati e cerniti per lasciare in un mucchio gli unici mattoni che sarebbero serviti a costruire le gabbie per noi stessi.” Bruno Schulz, nato a Drohobycz il 12 luglio 1892 ed ivi morto il 19 novembre 1942, fu un pittore e scrittore polacco, di famiglia ebrea. A quanto si sa era un uomo che eccelleva nel dipingere, ma era anche uno straordinario narratore, come testimoniato dal suo libro Le botteghe color cannella, una originale autobiografia trasformata in una fantasiosa leggenda dell'infanzia. E proprio l'elemento fantastico colpì Italo Calvino, che non poco contribuì a far conoscere questo autore allorché presentando la traduzione italiana nel 1970 ebbe a dire: “Da oggi la letteratura europea del Novecento conta tra i suoi maestri un nome in più". Di certo Ugo Riccarelli fu fra coloro che lessero questo libro e anche lui ne fu colpito profondamente, al punto da scriverne un'autobiografia romanzata, appunto Un uomo che forse si chiamava Schulz. Se L'amore graffia il mondo, pur piacendomi, mi aveva indotto a ritenere che il romanziere torinese fosse uno scrittore del dolore, tanto ne sono pervase appunto le altre due sue opere che ho letto (Il dolore perfetto e appunto L'amore graffia il mondo), questo libro, che narra la vita di un essere umano dalla nascita alla sua tragica scomparsa, è invece solo pervaso e a tratti, soprattutto nelle ultime pagine, da un senso di malinconia. Bruno Schulz, inginocchiato nel ghetto ai piedi del capitano Gunther della Gestapo, che sta per premere il grilletto della pistola puntata sulla sua testa, rivive in quei pochi attimi quella che è stata la sua esistenza, fin dalla nascita descritta in modo del tutto originale e che crea subito con il lettore un rapporto di viva e interessata partecipazione. La sua vita non è stata monotona, anzi svariate vicende, anche drammatiche, hanno coinvolto la sua famiglia, ma lui si rinchiude in Drohobycz, questa piccola cittadina galiziana, prima parte dell'impero austro-ungarico, poi della Polonia e ora dell'Ucraina. Essa è per lui un ghetto volontario, un ambiente sicuro come la sua grande casa in cui poter dar sfogo alla sua immensa fantasia, dai primi tratti di gesso incerti dell'infanzia ai più considerevoli dipinti della maturità, e poi, consapevole della forza delle parole, arriva quel libro (Le botteghe color cannella) in cui c'è tutta la sua vita e indirettamente la storia di un secolo, il XX, di profondi sconvolgimenti, che tuttavia non turbano l'atmosfera tranquilla e rassicurante della cittadina fino all'invasione nazista, a quei prussiani dispotici, esaltati e criminali di cui aveva paventato anni prima la venuta il rabbino della comunità. La mano di Riccarelli è leggera, lascia parlare il suo personaggio, non ne forza l'espressività, ma è come se l'autore stesso fosse lo spettatore di un film che si proietta davanti ai suoi occhi. Non manca, però, come dicevo una malinconia di fondo, un senso di incertezza che né le mura di Drohobycz, né le fantasie di Bruno possono cancellare. E infatti, fra i tanti animali dei suoi sogni, poco a poco, unica superstite resta una renna ferita, come profonda è la ferita nell'animo di Schulz che vede il suo mondo disgregarsi progressivamente, fino a implodere con l'arrivo dei tedeschi.
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Un uomo di fascino - David Lodge
Trama presa da ibs.it Chiuso nella sua casa di Regent's Park, nella Londra colpita dai bombardamenti, Herbert Gorge Wells, H.G. per amici e parenti, guarda indietro alla sua vita piena di avvenimenti, libri e donne. E stata un successo o un fallimento? Ricorda i suoi inizi poco promettenti e le prime lotte per istruirsi e guadagnarsi poi da vivere come insegnante; la sua rapida ascesa al successo come scrittore dall'immaginazione visionaria e un'immediatezza che lo portarono a conoscere le più importanti figure letterarie, intellettuali e politiche del suo tempo; l'adesione incondizionata al socialismo; la profonda convinzione nell'amore libero. Rivive le relazioni avute con le due mogli e le molte amanti, in particolare con Amber Reeves, promettente studentessa, e Rebecca West, scrittrice di talento, che gli generarono figli, oltre che drammatiche conseguenze. Con questo romanzo, David Lodge ci restituisce l'immagine di un uomo tanto contraddittorio quanto geniale: un socialista che godeva della sua ricchezza, un acclamato romanziere che si ribellò alle forme letterarie tradizionali, un donnaiolo femminista, votato alla passione come al romanticismo. CS12695 - 12 anni fa |
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Un uomo qualunque - Andre Helena
Confesso di essere un lettore seriale di gialli e noir. Nonostante ciò non conoscevo André Héléna, poeta della disperazione. Parigi, Balthazar, il protagonista del noir è un perdente. Ci troviamo nella Parigi del dopoguerra, descritta a fosche tinte ed intrisa di nebbia e pioggia. Balthazar da fuggitivo senza speranza, vaga per vie dove si agita un'umanità fatta di malavitosi, magnaccia, prostitute, collaborazionisti, poliziotti, emarginati di varie etnie, tutti accomunati da un drammatico destino a cui non si può sfuggire. Da buon alcolista entra ed esce da bistrot orrendi in cui domina il puzzo di piscio di gatto ed i proprietari sono come "enormi ragni vestiti di nero, sudici come dei porci". E' un'umanità di disperati e perdenti descritta in forma quasi poetica. Lo stile della scrittura di Andrè Héléna vive e si nutre delle storie di questi perdenti. Un noir bellissimo che ci inchioda alla lettura. Di certo proseguirò con altri noir dello scrittore. LORENZO MORA - 10 anni fa |
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Un'estate - Claire Keegan
Claire Keegan
Un racconto breve ma intenso dove la protagonista è anche la narratrice in prima persona. Di lei non si conosce il nome se non i nomignoli datele da Kinsella (fiorellino).
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Una di famiglia - Freida McFadden
bellissimo, un'idea narrativa veramente fuori dagli schemi tradizionali. complimenti Utente 10369 - 1 anno fa |
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Una donna - Annie Ernaux
Mi è occorso poco tempo per leggere questo libriccino e ancor meno per rileggerlo, perché le pagine sono poche (in tutto 99) e lo stile è talmente scorrevole che scivola via, come una goccia di pioggia sul vetro di una finestra.
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Una pessima allieva - Kate Long
Voto del Gruppo di lettura di Viadana: 4/10.
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