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Bombardate Roma!
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Franzinelli, Mimmo <1954->

Bombardate Roma!

Milano : Mondadori, 2014

Abstract: Sessant'anni fa il settimanale Candido di Giovannino Guareschi pubblicava due lettere datate gennaio 1944 e firmate da Alcide De Gasperi, in cui si esortavano gli angloamericani a bombardare Roma, affinché il popolo insorgesse insieme ai nostri gruppi Patrioti. La polemica che ne scaturì, condotta sulle colonne di quotidiani e settimanali dell'epoca, si rivelò furibonda. C'era una sola domanda a cui nessuno sembrava rispondere in maniera convincente: De Gasperi le aveva davvero scritte, quelle lettere? A decidere, nell'aprile del 1954, fu il tribunale di Milano. La sentenza, pur rinunciando alla perizia grafologica, sancì la falsità delle missive e Guareschi fu condannato a un anno di reclusione. Il noto scrittore e vignettista rinunciò a ricorrere in appello e varcò le porte del carcere: sopporterà con fierezza la pena, ma ne uscirà indelebilmente segnato. La vicenda scosse in maniera profonda anche De Gasperi, costretto a difendersi di fronte all'opinione pubblica da un'accusa così infamante. Grazie alla scrupolosa analisi di una vasta documentazione inedita (conservata negli archivi di Alcide De Gasperi, di Giovannino Guareschi e di Giorgio Pisano), Bombardate Roma! delinea i contorni di una vicenda ancora avvolta nel mistero. L'indagine di Mimmo Franzinelli dimostra infatti l'esistenza di un livello segreto, un piano messo a punto da un gruppo neofascista che ideò e fece costruire gli apocrifi. Conclude il libro un saggio della grafologa giudiziaria Nicole Ciccolo.

Moderators: Valentina Tosi

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Nel gennaio del 1954 non avevo ancora sette anni e quindi ero troppo piccolo per seguire la politica nazionale e i maggiori eventi; in seguito, però, già a partire dagli inizi degli anni `60, ho saputo di questo fatto eclatante, nato con la pubblicazione sul settimanale satirico "Candido" appunto del gennaio del 1954 di due lettere risalenti al gennaio di dieci anni prima, firmate da Alcide De Gasperi, e con le quali si esortava gli angloamericani a bombardare Roma, con il preciso scopo di provocare l´insurrezione del popolo insieme ai gruppi di patrioti. Si può ben comprendere la potenza distruttiva di una simile notizia, considerato che Alcide De Gasperi era all´epoca eminente esponente della Democrazia Cristiana ed ex Presidente del Consiglio. Ne nacque una polemica furibonda, che interessò anche altri giornali; alla base c´era una domanda, alla quale nessuno sembrava in grado di rispondere, e cioè se effettivamente De Gasperi avesse sottoscritto quelle lettere.
Apparve del tutto logica la querela sporta da De Gasperi, che negò decisamente di averle scritte e sottoscritte, e a decidere fu chiamato il Tribunale di Roma, il quale sentenziò che si trattava di un falso e senza necessità di ricorrere a una perizia grafologica, sulla base di elementi di certezza che non la rendevano necessaria. In particolare non si riusciva a capire come lettere inviate agli alleati, a uno in particolare che non aveva titoli per riceverle, fossero finite nelle mani di terzi. Con il tempo venne evidenziandosi un intricato complotto che aveva prodotto i falsi con l´evidente scopo di creare una gravissima crisi istituzionale, una sorta di colpo di stato, dietro il quale stavano esponenti dell´estrema destra fascista.
La vicenda è intricata, ma Mimmo Franzinelli si destreggia molto bene riuscendo a parlarne approfonditamente e in modo chiaro sulla base, come di consueto, di solida documentazione. Fra l´altro allega al suo libro una perizia della grafologa giudiziaria Nicole Ciccolo, dalla quale emerge in modo inoppugnabile la falsità totale delle sottoscrizioni. Come sempre in Italia, dove entra la politica, i responsabili, gli autentici mestatori, non ebbero a patire conseguenze. Ben diversa fu la situazione per il querelato Giovannino Guareschi. Infatti, il celebre autore della serie di Don Camillo, riconosciuto colpevole di diffamazione, venne condannato con sentenza del 15 giugno 1954 per il reato di diffamazione a mezzo stampa e scontò la pena inflitta (dodici mesi di reclusione più più altri otto di una precedente condanna con la condizionale di quattro anni prima per vilipendio del Presidente della Repubblica) nel carcere di Parma, essendosi rifiutato di interporre appello, convinto della propria innocenza; ritornò poi in libertà molto cambiato, per non dire distrutto, e non andò meglio al querelante Alcide De Gasperi, provato notevolmente per l´accusa infamante tanto che si ammalò e morì il 19 agosto del 1954.
Da leggere, perché è veramente interessante.

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