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Il pane perduto
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Bruck, Edith <1932->

Il pane perduto

La nave di Teseo, 2021

Abstract: Per non dimenticare e per non far dimenticare, Edith Bruck, a sessant’anni dal suo primo libro, sorvola sulle ali della memoria eterna i propri passi, scalza e felice con poco come durante l’infanzia, con zoccoli di legno per le quattro stagioni, sul suolo della Polonia di Auschwitz e nella Germania seminata di campi di concentramento. Miracolosamente sopravvissuta con il sostegno della sorella più grande Judit, ricomincia l’odissea. Il tentativo di vivere, ma dove, come, con chi? Dietro di sé vite bruciate, comprese quelle dei genitori, davanti a sé macerie reali ed emotive. Il mondo le appare estraneo, l’accoglienza e l’ascolto pari a zero, e decide di fuggire verso un altrove. Che fare con la propria salvezza? Bruck racconta la sensazione di estraneità rispetto ai suoi stessi familiari che non hanno fatto esperienza del lager, il tentativo di insediarsi in Israele e lì di inventarsi una vita tutta nuova, le fughe, le tournée in giro per l’Europa al seguito di un corpo di ballo composto di esuli, l’approdo in Italia e la direzione di un centro estetico frequentato dalla “Roma bene” degli anni Cinquanta, infine l’incontro fondamentale con il compagno di una vita, il poeta e regista Nelo Risi, un sodalizio artistico e sentimentale che durerà oltre sessant’anni. Fino a giungere all’oggi, a una serie di riflessioni preziosissime sui pericoli dell’attuale ondata xenofoba, e a una spiazzante lettera finale a Dio, in cui Bruck mostra senza reticenze i suoi dubbi, le sue speranze e il suo desiderio ancora intatto di tramandare alle generazioni future un capitolo di storia del Novecento da raccontare ancora e ancora.

Moderators: Valentina Tosi

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LICIA TURRINI
23 posts

Grazie Edith per aver scritto la tua storia. Quanta sofferenza gratuita hai vissuto sulla tua pelle, quanto dolore, quante vicissitudini nella tua esistenza. Ma grazie perchè l'odio, un sentimento umano che avrebbe colto chiunque al tuo posto, non ti ha sopraffatto. Anzi, ha prevalso il desiderio di raccontare la tua vita, ciò che - a mio avviso - ti rende un esempio di libertà per tutti noi, giovani e adulti del 3° millennio che certe brutture le abbiamo solo studiate sui libri o viste su uno schermo.

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